Papà, tu hai paura?

Papà, tu hai paura?

Papà, tu hai paura?

 La domanda è arrivata all’improvviso, mentre lavavo i piatti. Se ne stava di là sul divano a giocare quando si è fermato, si è diretto verso di me, e guardandomi dritto negli occhi mi ha chiesto: “Papà, tu hai paura?
 La mia prima reazione è stata, lo ammetto, un tentativo di prendere tempo. “Paura di cosa?”, gli ho chiesto. Nulla da fare, non ha risposto ed ha invece ribadito la domanda: “Ma, hai paura?”

 Tempo per ragionare non ne ho avuto. E così ho risposto la prima cosa che mi è venuta in mente: un padre deve dare sicurezze al proprio figlio. E così ho detto: “No”. Lui, contento e rassicurato, ha girato le spalle e se ne è tornato a giocare. Io però non ero affatto sicuro di quel che gli avevo risposto.
 Così, mentre sono tornato a lavare i piatti, ho cercato di pensare ad una risposta migliore. Certo, un bimbo di tre anni va rassicurato. Però neanche è giusto negare che anche suo padre ha paura, come tutti. In questi anni ho ascoltato tanti psicologi e esperti dell’infanzia sul tema. Il mio interesse verso i loro discorsi, a dire il vero, non è mai stato alto prima dell’arrivo di mio figlio. Del resto la sensazione è che per ogni esperto che si ascolti la soluzione sia diversa. Ma forse indotto da questi discorsi sentiti a metà alla tv, quando mi ha chiesto se provavo paura la prima cosa che ho pensato è stata: devo dare sicurezze a mio figlio, il padre deve mostrarsi figura forte.
 Riflettendo però mi sono chiesto: perché mi chiede se ho paura? Forse ha lui qualche paura e vuole capire da me se è normale avere paura? E con la mia risposta netta, quel no deciso, non l’avrò forse gettato nella confusione?
 L’ho lasciato giocare. Poi, prima di andare a dormire, mi sono steso sul letto con lui, e ho ripreso il discorso. “Perché mi hai chiesto se ho paura Diego? Tu hai paura di qualcosa?”. Lui ha preso l’espressione che assume quando non ha intenzione di rispondere. Così ho continuato io. “Prima, in cucina, mi hai chiesto se avevo paura e ti ho detto di no. Non è sempre vero. A volte anche papà ha paura, è normale avere paura. Ma poi ci si fa coraggio, e si superano le paure, è così che funziona“. Il bacio che mi ha stampato sulla guancia mi ha dato la sensazione che stavolta avevo dato la risposta giusta. Che poi ci sono paure ancora più grandi di noi, che anche da grandi è difficile affrontare e superare, avrà tempo di capirlo da solo.
 La sera poi ho raccontato la cosa a mia moglie. Lei mi ha risposto: “Eh, Marco, e questa è solo la prima delle domande scomode che ci farà…”. Ho avuto un po’ paura.