Lesioni alle articolazioni? La soluzione senza protesi

Spalla, anca, ginocchio. Ultimamente mi sono informato su diverse patologie e problemi di articolazioni e cartilagine. Da un lato perchè in famiglia qualcuno ne soffre da tempo. Dall’altro perchè anche io, specie alla spalla destra, comincio a dar cenni di cedimento.

Per questo ho cercato informazioni su terapie che consentono la rigenerazione delle articolazioni. Le lesioni della cartilagine ed osteocondrali, ossia che coinvolgono anche l’osso sottostante la cartilagine sono lesioni invalidanti i cui effetti si protraggono e peggiorano nel tempo. Se infatti nell’immediato queste  lesioni sono dolorose, con il tempo tendono ad essere invalidanti con effetti che si riversano nelle azioni di tutti i giorni. Difficoltà a sollevare le braccia, a stringere il pugno: queste alcune dei primi sintomi che si notano.

 Risolvere senza protesi

In molti casi in pazienti giovani  si possono evitare impianti di protesi. Un aspetto che risulta fondamentale per conservare nel tempo una qualità di vita ottimale: questo perché l’impianto di una protesi è consigliato soprattutto per pazienti di età avanzata, laddove cioè la rigenerazione dei tessuti segue processi più lenti e non c’è alternativa di intervento.

Terapia di rigenerazione

Oggi grazie alla ricerca la rigenerazione naturali dei tessuti ha fatto passi da gigante ed è una realtà terapeutica dimostrata scientificamente. La terapia di rigenerazione osteocondrale funziona nel tempo sono stati riportati in recenti congressi e pubblicazioni scientifiche i risultati a dieci anni dall’intervento che dimostrano inequivocabilmente che tale terapia funziona e funziona nel tempo.

Sempre più centri consentono innovativi trattamenti volti alla rigenerazione sia della cartilagine sia dell’osso immediatamente sottostante, il che comporta la rigenerazione di una articolazione danneggiata.

Fino ad ora per curare una articolazione danneggiata bisognava sostituirla con pezzi di metallo oggi con l’impianto di un presidio biologico che si comporta esattamente con il nostro corpo,quindi in grado rigenerare l’articolazione danneggiata, non vi è più la necessita di impiantare pezzi di metallo estranei nel nostro corpo. Ciò va a tutto vantaggio della qualità di vita presente ma soprattutto futura poiché comunque ‘articolazione di metallo pur essendo affidabile ha una vita media di circa 15 anni dopo di che bisogna sostituirla quindi sottoporsi in età avanzata ad un nuovo intervento chirurgico con tutto quello che comporta. Evidenze sia cliniche che scientifiche dimostrano come l’impiego di tale presidio biologico impiantato nella lesione, stimoli la rigenerazione della cartilagine.


Come funziona?

Si tratta di un presidio biologico composto di nanostrutture complesse, frutto dello studio scientifico di un’idea nata, sviluppata e studiata in Italia. Si tratta di tessuti artificiali estremamente sofisticati che vengono inseriti nella lesione articolare ed attirano le cellule staminali le quali sono in grado dì differenziarsi e produrre nuova cartilagine e nuovo osso sottostante. Parole che forse mettono timore, ma qualcosa di molto più naturale rispetto ad una protesi esterna.

In questo modo il tessuto viene rigenerato e la lesione guarita in modo naturale. All’intervento deve chiaramente fare seguito un appropriato processo riabilitativo finalizzato innanzitutto alla rieducazione articolare, quindi al recupero completo delle funzionalità di flessione ed estensione e delle capacità di movimento.
Al termine del percorso riabilitativo tutte le funzionalità articolari sono completamente recuperate.

Il video

Un video mostra il caso di uno sportivo che, dopo un infortunio invalidante e vari tentativi , grazie all’impianto del presidio biologico che gli ha rigenerato l’articolazione è tornato alla sua normale attività sportiva

#lesionicartilaginee