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Il secondo figlio e l’equilibrio in famiglia da ricostruire

Il secondo figlio e l’equilibrio in famiglia da ricostruire.  Da qualche settimana è arrivata Flavia. Ora i figli sono due. E Diego non ha più il monopolio delle attenzioni di mamma e papà. Il lieto evento può facilmente tramutarsi, per il primogenito, in un trauma. E le attenzioni, per entrambi i figli, non devono mancare.

 

  Può sembrare tutto ovvio e scontato, ma non è così. Per tre anni Diego è stato abituato ad essere figlio unico, ad avere tutte le attenzioni per lui, a catalizzare l’amore di entrambi. Da una settimana è cambiato tutto. E dal suo punto di vista la cosa deve essere tremenda.
 Tutto è iniziato con quella mattina strana, quando papà lo ha svegliato alle cinque e mezza del mattino per dirgli che la colazione gliel’avrebbero data i nonni, perché papà sarebbe andato da mamma, dal dottore delle mamme, visto che Flavia aveva deciso di nascere proprio quella mattina.
 Una mattina insolita: colazione coi nonni, poi niente scuola (era domenica), ma a spasso con nonno e nonna. In tarda mattinata sempre i nonni lo portano in ospedale, luogo nuovo per lui. E ad attenderlo trova papà che subito lo porta nella camera della mamma. E chi c’era lì con lei? Flavia appunto. Diego aveva rinunciato alle coccole mattutine della mamma e la mamma se ne stava sdraiata accanto alla sorellina. Si parte male, molto male… Nonostante questo la dolcezza del bimbo non ha confini, e la curiosità per la nuova arrivata è tanta.
 Poi però questa mamma non torna a casa. La cena è di nuovo il papà a prepararla, e mamma a tavola non c’è. Al suo posto, al tavolino, c’è lo zio Stefano: ok la novità, ma non è la stessa cosa. E poi la nanna, ancora una volta senza la mamma a raccontare una storia e a dare il latte. Un altro punto a sfavore, dal punto di vista del bimbo, per la sorella appena arrivata. E le notti, senza mamma, diventano due.
 Quando la mamma finalmente torna a casa c’è da fare i conti da subito col rovescio della medaglia: con lei, a casa, è arrivata anche questa sorellina, che pare non avere nessuna voglia di andar via. Non solo resta con noi, comincia a capire Diego, ma si prende anche gran parte delle attenzioni della mamma: in braccio per mangiare ogni poche ore, in braccio per il ruttino, in braccio per essere cambiata. E poi queste urla di pianto, che visibilmente lo innervosiscono.
 Ecco allora che è qui che il lavoro di genitore diventa difficile. Da una parte c’è la nuova arrivata, che merita tutte le attenzioni. Dall’altra Diego, che non deve subire traumi da questo evento. Non basta sensibilità, serve anche organizzazione tra mamma e papà. E su questo stiamo lavorando: con l’arrivo secondo figlio a ritrovare equilibrio in famiglia.

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